Una selezione di passaggi dai giornali di oggi, che mi sembrano centrati, da cui traggo questi messaggi:
- Non succede nulla fin dopo il riassetto Generali/Mediobanca
- Il governo dovrà prendere posizione
- C'entrano anche le autostrade (non mi pare l'enel/endesa, come dicevo, anche se puo' essere un modello)
- Si torna al "piano Rovati" (con una precisazione importante, vedi sotto)
- La strada puo' essere solo la OPS
Messaggero:
Per il riassetto di Telecom ci vogliono almeno altri tre mesi di tempo per una decisione. Prima sono in programma le elezioni regionali a fine marzo e soprattutto Mediobanca e Intesa Sanpaolo sono alle prese, assieme agli altri soci, nella definizione del nuovo vertice delle Generali in scadenza con l’assemblea del 24 aprile.
Corriere della Sera
.. quella che è rimasta sul piatto ieri è una proposta che, se non fosse frutto solo di voci, sembrerebbe uscita dalla stessa Telecom: la nuova rete «nazionale» di telecomunicazioni altro non sarebbe che l'attuale rete «governata» dalla divisione Open Access di Telecom trasformata in Spa e poi aperta agli investimenti della Cassa depositi e prestiti e degli altri operatori per realizzare su di essa il nuovo network in fibra ottica. Un passo avanti rispetto all'attuale Open Access, un passo indietro rispetto alle suggestioni di una Newco «autonoma» creata apposta per la rete. L'idea, buttata lì non a caso, sembra quasi un aut aut rivolto al governo perché dica finalmente cosa vuole fare.
Prima comunicazione:
Il numero uno di Telefonica, Cesare Alierta deve sciogliere diversi nodi, almeno tre, …
deve prima di tutto dimostrare la convenienza dell’operazione per Telecom Italia. Telefonica non porta know how ma solo una dimensione, importante in un mercato sempre piu’ competitivo. Il secondo nodo per Alierta e’ legato al debito.
Il terzo nodo e’ legato alle relazioni tra Spagna e Italia. Le aspirazioni di Telefonica confluiscono in un quadro piu’ ampio che comprende anche Atlantia e Abertis.
Il Foglio:
Angelo Rovati ieri non ha avuto nemmeno bisogno di leggere Repubblica e le indiscrezioni sul via libera governativo – poi smentito da Palazzo Chigi – alle nozze tra Telecom e la spagnola Telefonica per spiegare al Foglio che non vede “nulla di male” nell’ipotesi che l’esecutivo sia al lavoro per mantenere comunque italiana la rete telefonica. Perché poi, una volta tutelata così “un’infrastruttura di interesse nazionale”, dice, Telecom sul mercato “si potrà comportare come crede”.
Eh no, caro Rovati.
Gli obblighi asimmetrici a Telecom per favorire i competitor non dipendono dalla integrazione verticale ma dalle sue quote di mercato. Cosi' dicono le leggi.
Repubblica:
gli analisti spagnoli hanno già giudicato in senso negativo un'ipotetica fusione, poichè la società iberica perderebbe potere in Europa e in Sudamerica dove necessariamente dovrà fare delle scelte anche dolorose sia in Brasile sia in Argentina. Così qualcunoè tornato a suggerire che la via migliore sarebbe comprare il pacchetto in mano ai soci forti, come hanno già fatto in passato Pirelli e la stessa Telco. Ma Alierta è un aragonese tutto d'un pezzo e ha costruito la sua reputazione sul rispetto del mercato, dunque un'offerta rivolta tutti gli azionisti rimane l'unica via percorribile