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  • Gigi Tagliapietra 10:14 am on April 17, 2012 Permalink  

    Stronzate 

    StrojpegIn uno slancio di sincero affetto, ieri Fabio Koryu Calabrò mi ha regalato un illuminante libretto: Stronzate di Harry G. Frankfurt, un saggio che fa il pari con l’ "Allegro ma non troppo" di Carlo Maria Cipolla che ci ha dischiuso la comprensione della differenza tra la persona intelligente e il cretino.

    Frankfurt è un eminente filosofo morale che insegna all’Università di Princeton e questo testo, che si legge in un’ora (ma che fa poi riflettere ben più a lungo! ) ha tutto il rigore metodologico e scientifico di uno studioso serio.

    Appunto qualche passaggio particolarmente utile alla comprensione di cosa si possa definire una "stronzata" rispetto a una menzogna o anche solo a una sciocchezza.

    – La stronzata è una falsa rappresentazione ingannevole, dei propri pensieri, sentimenti e atteggiamenti

    – Con le stronzate un oratore vuole comunicare una certa impressione di sé

    -E’ l’assenza di un legame con un interesse per la verità, l’indifferenza per come stanno davvero le cose, che è essenziale per la definizione di stronzate

    – L’essenza delle stronzate non è di essere false, è di essere finte

    – Dire una bugia è un’azione con un fine preciso, il bugiardo non può non preoccuparsi dei valori di verità: per inventare qualunque bugia , deve credere di sapere cosa è vero

    – chi racconta stronzate non è né dalla parte del vero né dalla parte del falso. I suoi occhi non sono rivolti ai fatti, non si preoccupa che le cose che dice descrivano correttamente la realtà. Le sceglie, o le inventa, perché si adattino ai suoi scopi.

    – Le stronzate sono un nemico della verità più pericoloso della menzogna

    – Le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa sta parlando

    – La produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi o le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell’argomento.

    – C’è la diffusa convinzione che in una democrazia ogni cittadino debba avere un’opinione su tutto. L’assenza di qualunque legame significativo tra le opinioni di una persona e la sua comprensione della realtà avrà conseguenze ancora più gravi.

    – Come esseri coscienti esistiamo solo nella nostra relazione con le altre cose, e non possiamo in nessun modo conoscere noi stessi senza conoscere quelle.

    Una buona sintesi del tema la offre Umberto Eco nella sua recensione al libro in cui conclude :

    "Quello che caratterizza la stronzata rispetto alla sciocchezza è che essa è una affermazione certamente errata, pronunciata per far credere qualcosa di noi, ma chi parla non si preoccupa affatto di sapere se dice il vero o il falso. "Quello che di sé ci nasconde chi racconta stronzate, è che i valori

    di verità delle sue asserzioni non sono al centro del suo interesse.". Affermazioni del genere fanno subito rizzare le orecchie, e infatti Frankfurt conferma i nostri peggiori sospetti: "I campi della pubblicità e delle pubbliche relazioni e quello, oggi strettamente correlato, della politica, sono pieni di stronzate così assolute da essere diventati ormai indiscussi paradigmi del concetto". Il fine della stronzata non è neppure quello di ingannare su degli stati di cose, è quello di fare colpo su uditori dalle scarse capacità di distinguere il vero dal falso – o anch’essi disinteressati a queste sfumature. Credo che chi pronuncia stronzate confidi anche nella debole memoria del suo uditorio, il che gli consente anche di dire stronzate a catena che si contraddicono tra loro: "Il produttore di stronzate cerca sempre, in un modo o nell’altro, di passarla liscia" "

    Adesso capisco perchè mi danno tanto fastidio alcuni dei testi che sto leggendo in campagna elettorale: sono un concentrato di stronzate.

     
  • Gigi Tagliapietra 10:36 pm on March 5, 2011 Permalink  

    Muss es sein? 

    Sto provando a riassemblare la conferenza sull’innovazione con la musica di Mahler e faccio e disfo senza decidermi per la soluzione più giusta.

    Ho anche messo gli Ultimi Quartetti di Beethoven come buon auspicio: che c’entra? c’entra perchè nel comporre quest’opera, l’ultima della sua vita (spero non sia il caso mio) Beethoven scrisse musica di grande modernità che i suoi contemporanei rifiutano ma lui sa bene cosa sta facendo.

    Sullo spartito dell’ultimo movimento dell’ultimo quartetto che lui intitola "Der schwer gefaßte Entschluß" (La decisione difficile) scrive: "Muss es sein?"  – Deve essere? – e poi con la musica, dopo poche battute dubbiose risponde "Es muss sein!" Si, deve essere così.

    Già, Es muss sein! Vorrei fare una conferenza lasciando che sia la musica a dire le cose che voglio dire, lasciando che la gente rifletta e non fare io affermazioni che poi se non scaturiscono dal profondo non sviluppano l’effetto motivante che vorrei fosse il risultato di questo lavoro.

    E poi cosa togliere e cosa lasciare in 50 minuti delle due ore e mezza dell’originale?

    Ho appena cassato la sesta, il tema di Alma, i campanacci e i colpi del destino, ieri avevo segato tutta la terza con la forza vincente dell’estate e i lied sia il primo che il Lied Von der Erde, meno di così mi sa non funzioni.

    Adesso la domanda è: i brani che ho scelto li lascio interi o li taglio?

    E poi ci metto i commenti "business" o lascio che la metafora faccia il suo effetto, perché come dico talvolta "Se una barzelletta la devi spiegare, vuol dire che non fa ridere".

    Stamattina ho avuto una goccia di ispirazione (i litri di traspirazione vengono poi) guardando l’intervista di Simon Rattle che parla della sua esecuzione della quarta sinfonia di Mahler, anche quella sonoramente fischiata al debutto: la gente si aspettava un’altra opera grandiosa come la terza e lui fa invece una cosa delicatissima che parla della vita in paradiso vista da un bambino. Non fa ciò che si aspettano che faccia, ma fa ciò che lui sente di dover fare.

    La gente alle conferenze si aspetta slides e affermazioni  e io non ne ho voglia di farne. D’altra parte (senza tentare immodesti paragoni) mica Gesù spiegava le parabole, si fidava che la gente capisse e adattasse anzi, il suo messaggio a mille diverse situazioni, come poi continua ad accadere.

    E poi mi dico che però il mio scopo non è spettacolare e anzi di lasciar perdere i colpi a effetto e di stare con i piedi per terra e motivare chi ascolterà a riflettere su temi precisi e possibilmente incoraggiarli a scoprire la musica di Mahler.

    Mah.

    Muss es sein?

     
  • Gigi Tagliapietra 10:47 am on May 10, 2010 Permalink  

    Identificato il gene coinvolto nella sclerosi multipla 

    E’ da mesi che qui al CRS4 si sa di questa scoperta che il team del Prof Cucca ha fatto, ma sono stati mesi di "silenzio" e di embargo per essere certi di avere dati inconfutabili a sostegno.

    Ieri sera la ricerca è stata pubblicata da "Nature Genetics" la rivista tra le più autorevoli del settore e oggi c’è stato l’annuncio ufficiale alla sede del CNR di Cagliari e qui di seguito ci sono i tre comunicati stampa a cui si è febbrilmente lavorato nei giorni scorsi.

    Scarica ComunicatoCNR-10maggio


    Scarica CRS4-press-10maggio2010


    Scarica New gene responsible for Multiple sclerosis _English

    Non è solo l’annuncio di una scoperta scientifica che riguarda una malattia terribile e che apre grandi speranze per trovarne la cura, anche se sarà un percorso ancora lungo, è il primo risultato di un lavoro straordinario che i team congiunti del CNR e del CRS4 stanno svolgendo, unendo grandi competenze e intuizioni di genetica, di matematica statistica e potenza di calcolo e capacità di gestire in modo innovativo l’approccio informatico della questione.

    Non è un caso che l’ispiratore di questa svolta al CRS4 sia il prof. Zanella che al CERN aveva costruito l’infrastruttura informatica capace di rendere evidenti le scoperte dei fisici delle particelle e che dopo aver avviato il primo centro europeo di genetica a Cambridge, sta mettendo insieme qui un polo di ricerca che non ha eguali al mondo.

    Oggi credo si debba festeggiare qui, e rimando a domani riflessioni e commenti perchè anche un "non-scienziato" come me sta vedendo il profondo impatto che l’annuncio del prof.Cucca avrà non solo nello specifico della medicina ma sulla conoscenza complessiva del genoma e dei suoi meccanismi.

    Intanto, chi vuole, può leggere le slides che Cucca presentò qui in marzo allo staff meeting, e per gli informatici e i tecnologi sono invece molto interessanti quelle di Chris Jones, che guida il team del CRS4 coinvolto nell’esperimento, in cui si può valutare la mole incredibile di dati che devono essere elaborati._



     
  • Gigi Tagliapietra 4:32 pm on March 29, 2010 Permalink  

    Piero Blogreporter 

    Piero ha raccontato l’incontro con Rifkin su Avoicomunicare, il blog di Telecom Italia._

     
  • Gigi Tagliapietra 7:46 pm on March 27, 2010 Permalink  

    Interessa un addetto stampa? 

    Ho ricevuto un interessante curriculum di un ragazzo che ha fatto per tre anni l’addetto stampa e ora ha finito l’incarico e cerca un nuovo posto: a qualcuno interessa? A me pare un profilo interessante per il tipo di esperienze e per le cose di cui si è occupato. Ovviamente sa perfettamente due lingue e ha viaggiato parecchio.

    Se vi interessa ditemelo, vi metto in contatto._

     
  • Gigi Tagliapietra 11:51 am on March 27, 2010 Permalink  

    Lezione di genomica 

    A margine dello staff meeting del CRS4 a cui ho dedicato un sacco di energie, abbiamo anche iniziato ad allargare lo spazio delle presentazioni con l’uso del web e intanto abbiamo aperto un account su Slideshare dove condividere le slides e poi YouTube e altro seguirà.

    Anche se vi può apparire un pochino “ostica”, la spiegazione dello stato dell’arte della ricerca del prof. Cucca è un flash su quanto di più avanzato al mondo si sta facendo nel campo della ricerca sul genoma.

    Appena lo avremo editato avremo anche il video con il suo racconto ma intanto, anche solo a scorrere le slides, ci si fa un’idea._

     
  • Gigi Tagliapietra 9:25 am on March 26, 2010 Permalink  

    Il nuovo Logo 

    Ecco qui il filmato che presenta il nuovo logo del CRS4. In questa che è la versione finale oltre al logo nuovo usato anche all’interno del clip, c’è un doppio rimbalzo tra le colonne e la pallina che sale in alto alla fine: una finezza._

     
  • Gigi Tagliapietra 4:42 pm on March 21, 2010 Permalink  

    Ancora in finale ma senza soldi 

    Il team dell'Università di Milano ancora una volta si qualifica per la finale di un campionato mondiale di Hacking Security, il Codegate 2010 (http://www.codegate.org/eng/), ma anche questa volta non si trovano i soldi per farli andare a Seul per il match finale.

    Nelle eliminatorie sono riusciti a prevalere su ben 611 team di tutto il mondo e si sono classificati tra i primi 8 per cui sarebbe un vero peccato che non potessero competere per il titolo e si che bastano 4 o 5 mila euro e dato che hanno sempre avuto ottimi piazzamenti, dal primo posto nel 2007, al 5 nel 2008, al 5 ancora nel 2009 si tratta anche di un ottimo ritorno d'immagine per chi li sosterrà._

    Bisogna fare in fretta perchè la finale è il 7 e 8 aprile e se qualcuno ha in mente un possibile sponsor lo segnali a codegate2010@security.dico.unimi.it

     
  • Gigi Tagliapietra 12:05 am on March 21, 2010 Permalink  

    Rifkin e l’empatia 

    Jeremy Rifkin era a Roma venerdì e Piero era invitato all’incontro in qualità di "giovane blogger appassionato di comunicazione" e al ritorno mi ha raccontato in sintesi il tema portante del nuovo libro di Rifkin.

    Interessante: ciò che ci caratterizza in quanto esseri umani è l’empatia e grazie allo sviluppo della rete oggi possiamo essere ancora più empatici o come lui dice dotati di "consapevolezza biosferica"

    Qui il video della presentazione dei suoi principi a un At Google Talks e se avete un’oretta da investire è un buon modo per passare la vostra domenica mattina o domenica pomeriggio, le cose che dice sono davvero intriganti._

     
  • Gigi Tagliapietra 12:02 am on March 17, 2010 Permalink  

    Intervista a Blogosfere 

    L’intervista video che ho dato oggi a Blogosfere è già online. Eleonora Bianchini, la giornalista che mi intervistava è stata molto precisa e professionale e anche disponibile nel lasciarmi andare un pochino oltre gli stereotipi classici della sicurezza.

    Ho preso lo spunto dalle tre domande per parlare di cose che mi stanno a cuore, di valori etici, del fatto che non tutto va letto in termini di soldi e che libertà e sicurezza non sono antitetici.

    Il video mi pare anche venuto bene._

     
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