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  • pierani 8:22 am on April 23, 2010 Permalink  

    Una Tassa Malinconica: se la approvano chiedo sin d’ora lo 0,00001 % del prelievo, anch’io non me la passo tanto bene … 

    Malinconicamente ci risiamo, grandi grandi idee per l’innovazione del Paese: per risolvere la crisi dell’editoria tassiamo Internet !!!! dal Corriere.it di ieri:  Gli editori: crisi grave, riforma urgente Malinconico: «Mini tassa per chi naviga»

    TASSA PER CHI NAVIGA – Al termine della presentazione del rapporto Malinconico ha poi formulato una proposta che farà probabilmente discutere: quella di una “mini tassa” per chi ha la connessione a internet e quindi si avvale dei contenuti anche editoriali della rete, che vada a sostegno del settore ancora in forte crisi. Nel sottolineare che in Germania si è seguita una strada analoga con la creazione di una «tassa sul computer», Malinconico dice che la Fieg non immagina una misura di questo tipo ma piuttosto «un prelievo di entità modesta, dal costo di un caffè al mese o giù di lì, per realizzare una dote di risorse che possa essere d’aiuto in questo frangente». Quindi «non una soluzione alla crisi, ma – spiega il presidente degli editori – una misura da adottare in modo transitorio». Una sorta di «strumento forfettario» per dare ossigeno al settore, che ancora attende una soluzione al problema dei contenuti editoriali utilizzati in rete dai motori di ricerca a partire da Google. «Di questo problema – ricorda Malinconico – si sta occupando la Commissione europea e in Italia l’Antitrust ha aperto un’istruttoria il cui termine però scade a ottobre e probabilmente sarà prorogato. Insomma si annunciano tempi lunghi per trovare un equilibrio con i motori di ricerca, 2-3 anni, e nel frattempo che facciamo?». Il tema dei contenuti editoriali sta molto a cuore agli editori: anche su internet «magari l’utente si va a cercare l’articolo invece che sul sito della testata su un motore di ricerca, così anche la pubblicità online raccolta dagli editori corre dei rischi». E di fronte al rischio che una tassa sulla ricerca di contenuti editoriali da parte di un utente della rete possa assumere profili di incostituzionalità, Malinconico replica che «normalmente su certi servizi ci sono oneri di sistema generali che vengono divisi. Si pensi alle bollette elettriche dove si paga anche per il costo delle centrali idroelettriche».

    Tristezza, sgomento, rassegnazione, queste sono le sensazioni che provo al momento, c’è poco da aggiungere … se non che anche il riferimento alla tassa introdotta in Germania è oltremodo travisante, non è affatto vero che il governo tedesco abbia già introdotto una simile assurda misura vessatoria per i cittadini e contraria allo sviluppo dell’innovazione, come spiegavo meglio qui:    Mala tempora currunt … la Germania vuole tassare la Rete ?!?!? (update: non è vero)

    A ben vedere un aspetto innovativo potrebbe però trovarsi nella proposta del Presidente della FIEG, appare infatti evidente che la nuova tassa non potrebbe chiamarsi equo compenso in quanto, come sanno bene i lettori di questo blog, tale impropria definizione è già occupata da altri, e ci lucra sopra la SIAE, ecco allora che, nome omen, proporei quello di: Tassa Malinconica

    Chiedo sin d’ora, ad ogni modo, nella denegata ipotesi in cui il governo accogliesse veramente questa genialata malinconica di introdurre una levy su Internet, che uno 0,00001 % del prelievo sia donato anche a me, please, anch’io non me la passo tanto bene … anzi mi sento proprio male._

     
  • pierani 11:00 am on April 12, 2010 Permalink  

    “Equo Compenso”: domani al TAR un fronte compatto quanto eterogeneo chiederà l’annullamento del decreto Bondi 

    Cari amici, come scrivevo due mesi e mezzo or sono, Il Decreto Bondi è attaccabile sia a Bruxelles che a Roma 

    Ebbene, in febbraio abbiamo avviato la nostra azione a Bruxelles per violazione della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato presso la DG Concorrenza ed ora completiamo il lavoro per quanto concerne la violazione del diritto amministrativo nazionale e, in particolare, lo sforamento evidente della riserva di legge in materia tributaria.

    Domani, come si legge nel comunicato odierno di Altroconsumo avrà luogo presso il TAR Lazio la prima udienza del procedimento con il quale si chiede l’annullamento del Decreto Bondi. Vi farò sapere quali saranno gli esiti appena possibile, nel frattempo mi sembra il caso di evidenziare che l’udienza di domani sarà parecchio affollata, tra i ricorrenti si possono contare almeno una decina di imprese che operano nel settore tecnologico e della telefonia e – questo mi fa molto piacere rimarcarlo – Altroconsumo ha condiviso l’intervento ad adiuvandum con Cittadinanzattiva, Adiconsum, Movimento Difesa del Cittadino e Assoutenti .

    Insomma, questo fronte tanto compatto quanto eterogeneo, rappresentativo sia delle aziende attive nell’ICT sia delle associazioni di consumatori, tutte accomunate dalla volontà di chiedere l’annullamento del Decreto Bondi dovrebbe forse bastare a fare passare la voglia di utilizzare l’arma dell’ironia a chi, come gli 8 moschettieri che gravitano intorno a Via della Letteratura aveva tentato, con un giochino di parole Altroconsumo = Altrinteressi tanto maldestro quanto forse involontariamente azzeccato, di commentare la nostra ferma contrarietà al Decreto Bondi.

    Con la sua azione Altroconsumo e le altre associazioni di consumatori tutelano infatti, senza ombra di dubbio l’interesse dei consumatori, cosa che tuttavia coincide nel caso di specie con l’interesse generale ad uno sviluppo moderno, equo e sostenibile del mercato dei contenuti digitali. Anche chi rimane tutto concentrato a tutelare il proprio interesse particolare a costo di risultare una zavorra ormai assurda ed obsoleta per lo sviluppo del Paese, dovrebbe ormai aver compreso che è giunta l’ora di lasciare gabelle inique e medioevali come quella dell’equo compenso alla storia o a film divertentissimi come Non ci resta che piangere. 

    In questo scenario sarebbe peraltro un gesto apprezzabile e lungimirante da parte del Ministro Bondi sospendere l’efficacia del Decreto che porta il suo nome in attesa della decisione dei giudici amministrativi come gli ha esplicitamente chiesto l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione per evitare che lo Stato e il suo fido doganiere medioevale (leggasi SIAE) possano trovarsi successivamente in diffcoltà di fronte ad una richiesta di restituzione dei fiorini ingiustamente raccolti._

     
  • pierani 9:40 am on April 9, 2010 Permalink  

    Consumatori Diritti e Mercato: focus su Internet 

    Segnalo il n. 1/2010 del quadrimestrale di Altroconsumo “Consumatori Diritti e Mercato” con un bel focus su Internet che ospita articoli su net neutrality, online privacy, online behavioural advertising etc etc. 

    Preciso che quanto espresso in ogni singolo pezzo non coincide necessariamente con il punto di vista di Altroconsumo, la rivista serve infatti proprio a promuovere il dibattito e la conoscenza delle problematiche che interessano i cittadini consumatori anche presentando punti di vista differenti._

    Di seguito, clickando sui link, trovate le sintesi degli articoli del Focus, per alcuni in pdf c’è anche la versione integrale, buona lettura !

    Editoriale

    Francesco Silva – Università degli Studi di Milano Bicocca

    I grandi motori della recente trasformazione, che investe i modi di lavorare, di consumare e di comunicare sono la tecnologia digitale, Internet e, infine, Google, che hanno già modificato la percezione e l’uso di categorie fondamentali su cui fino a oggi si sono basati i comportamenti delle persone e le società: il tempo, lo spazio e lo scambio (di informazioni, oggetti ed emozioni).
    In questo numero di CDM, come in quelli successivi, parleremo dei mutamenti in atto nei modelli di consumo e nei comportamenti dei consumatori.

     Internet e neutralità della rete

    Innocenzo Genna – giurista, esperto di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche

    Il tema della Net Neutrality sconta miti ed incomprensioni sul funzionamento della rete Internet e, in particolare, la scarsa conoscenza delle pratiche di network management, le relative finalità ed effetti. Una più attenta analisi di tali pratiche può indirizzare il dibattito verso una dimensione costruttiva ed aiutare a distinguere i comportamenti delle telco utili o necessari per il miglior funzionamento della rete Internet da quelli che possono presentare profili di illiceità per gli utenti o effetti escludenti verso altri operatori.

     Internet e social network: alcune psicopatologie

    Viviana Di Giovinazzo – Università degli Studi di Milano-Bicocca

    I nuovi strumenti di comunicazione rappresentano un indubbio progresso. Fonte e veicolo di informazioni, essi ampliano l’accesso a elementi utili alla scelta dei prodotti, anche se non sempre la agevolano. Nel caso di Internet, a un aumento dell’offerta non segue necessariamente un aumento, bensì una diminuzione dell’utilità del consumatore, intesa come livello di benessere percepito.

     Google: i sistemi “aperti” sono vincenti

    Jonathan Rosenberg – Google

    Noi di Google crediamo che i sistemi aperti siano vincenti. Offrono maggiore innovazione, valore e libertà di scelta ai consumatori e permettono di creare un ecosistema dinamico, redditizio e competitivo per le aziende.

     Privacy: un concetto superato?

    Emilie Barrau – Beuc
    Sintesi a cura di Luisa Crisigiovanni

    Sono in molti a pensare che il concetto di privacy su Internet sia da ritenersi superato. Studi recenti dimostrano al contrario che i consumatori europei – inclusi i giovani – prestano molta attenzione alla propria privacy sulla rete: l’82% dei giovani è particolarmente preoccupato del fatto che i propri dati vengano utilizzati senza che loro ne siano a conoscenza, il 75% che la propria identità sia ricostruita utilizzando informazioni prese da differenti fonti e il 69% che i propri comportamenti siano distorti.

     Online advertising winning and empowering consumers

    Kimon Zorbas – IAB Europe
    Sintesi a cura di Marco Pierani

    In questo articolo si ospita il punto di vista dell’industria dell’Internet advertising estremamente favorevole allo sviluppo delle nuove tecniche di Online Behavioural Advertising. La pubblicità su internet permette al consumatore di accedere a informazioni relative a prodotti e servizi globali fornendo la possibilità di scelte più ampie rispetto a quanto successo in passato.

     Continuavano a chiamarlo “equo compenso”

    Marco Pierani – Altroconsumo
    Marco Bulfon – Altroconsumo

    L’allargamento a tutti i dispositivi dotati di memoria del prelievo da parte della Siae – precedentemente applicabile ai soli cd, dvd vergini e masterizzatori – coniuga gli aspetti tipici della vessazione del consumatore e dell’intralcio allo sviluppo delle tecnologie e del mercato dei contenuti digitali. Nell’articolo si spiega perché quella introdotta da un decreto che guarda al futuro con gli occhi del passato è una nuova tassa iniqua e un aiuto di Stato.

     Internet, il mercato, i consumatori e le regole

    Guido Scorza – Avvocato, Università degli Studi di Bologna, Università Luiss

    Le attuali regole del diritto d’autore, dell’editoria e, più in generale, dell’informazione mostrano una sostanziale inadeguatezza rispetto al mutato contesto tecnologico, ma anche sociale ed economico determinato dalla rivoluzione digitale. Vi è, tuttavia, una forte resistenza al ripensamento di tali discipline giuridiche, vissute come l’ultimo baluardo per continuare a imporre vecchi modelli di business.

    Banda larga: su tecnologia e innovazione si gioca il futuro del Paese

    Antonello Busetto – Confindustria

    Consumatori in cifre è una rubrica che propone un’analisi dei dati relativi a diversi mercati complessi, fornendone un’interpretazione utile a informare correttamente i consumatori.

     
  • pierani 12:47 pm on April 2, 2010 Permalink  

    Continuavano a chiamarlo “equo compenso” 

    Alt! Chi siete? Cosa fate? Cosa Portate? … Sì, ma quanti siete?…un fiorino!!! Ricorderete sicuramente la surreale quanto esilarante gag valorizzata dal genio di due dei migliori comici italiani alle prese con un ottuso “doganiere” medioevale nel film Non ci resta che piangere. Benigni e Troisi, cittadini del ventesimo secolo, catapultati per uno scherzo del destino nel 1492 in un’Italia allora divisa in numerosi principati, ducati e staterelli ne passano di tutti i colori e, nel caso di specie, si trovano ad una frontiera, messa lì solo per succhiare danaro ai sudditi, vessati dal potere costituito.
    Sembrerebbe una realtà lontana nel tempo di cui poter sorridere senza remore oggi nel 2010. Ebbene, le cose non stanno proprio in questo modo se è vero che, al lordo della più volte dichiarata – ma difficilmente attuabile – volontà politica di ridurre le aliquote IRPEF, continuano di fatto ad esistere in alcuni settori vere e proprie gabelle in tutto a questa comparabili ed anzi, a volte, senza alcun passaggio parlamentare ne viene addirittura allargata la portata ad opera di un governo che malgrado ciò continua a professarsi liberale. 
    Un esempio recentissimo è quello dell’ormai famigerato Decreto Bondi …  continua qui

    Questo l’incipit di un mio breve articolo su un tema più che noto ai frequentatori di questo blog ! che pubblica oggi Nel Merito

    Buona lettura e, se avete voglia di approfondire la cosa, trovate l’articolo completo qui su Consumatori Diritti e Mercato  ._

     
  • pierani 1:52 pm on February 9, 2010 Permalink  

    SIAE e Tivù – Altroconsumo chiede l’intervento della Commissione europea su due bubboni italiani 

    Dopo alcuni giorni di silenzio torno a bomba su due questioni ampiamente dibattute in questo blog: circa la prima, Rai, Mediaset, Tivù, in una sola parola: Raiset  era da un pò che non ne parlavamo, sulla seconda, il decreto SIAE/Bondi e l’iniquo compenso  ci eravamo, invece, lasciati recentemente su questo punto fermo: il Decreto Bondi è attaccabile sia a Bruxelles sia a Roma  

    Ebbene, oggi Altroconsumo ha presentato due corposi ricorsi alla DG Concorrenza della Commissione europea su entrambi i bubboni, tutti italiani, vi rinvio al comunicato dell’associazione che trovate anche di seguito, avremo sicuramente modo di approfondire._

    Aiuti di stato nell’operazione tivù e nel decreto Bondi sull’equo compenso. Altroconsumo ricorre alla Commissione europea

    Si insedia la nuova Commissione UE, la Barroso II, e Altroconsumo augura buon lavoro al nuovo titolare della DG Concorrenza, Joaquin Almunia, presentando due ricorsi, tutti italiani: contro Tivù per concentrazione e aiuti di Stato e contro il decreto Bondi sull’equo compenso, sempre per aiuti di Stato e abuso di posizione dominante.

    Il contesto in cui sono avvenute le due operazioni, distinte ma con effetti simili, è lo stesso, caratterizzato da dinamiche di accordi per privilegiare gli interessi di alcuni a danno dello sviluppo del mercato tecnologico, dei contenuti e di programmi di qualità, con consolidamento di posizioni già esistenti.

    Con la creazione della joint venture Tivù, Telecom Italia media, RTI e RAI hanno realizzato una concentrazione di dimensione comunitaria, che tuttavia non è stata notificata alla Commissione europea. Le conseguenze saranno ingessare ulteriormente il mercato pubblicitario televisivo già oggi caratterizzato da un’elevata concentrazione. Dinamiche collusive, a tutto vantaggio del potere di mercato delle imprese coinvolte, contro eventuali competitor. Tutto ciò a discapito di incentivi verso lo studio e la realizzazione di programmi di qualità, innovativi, aperti al confronto e alla sperimentazione.

    Criptando i programmi con un protocollo di codifica incompatibile con quello del decoder Sky, Rai e RTI hanno in pratica reso inaccessibile la propria programmazione generalista sulla piattaforma Sky in lesione delle regole della concorrenza (Articolo 101 del Trattato). Risultato: circa 5 millioni di utenti Sky non potranno ricevere programmi free-to-air e di servizio pubblico. Ma la RAI, proprio per assolvere al ruolo di servizio pubblico, beneficia del canone di abbonamento, un aiuto di Stato giudicato dalla Commissione compatibile con la natura del servizio erogato. Sino alla creazione di Tivù.

    Con il decreto Bondi sull’equo compenso è stato esteso il prelievo da parte della SIAE di una quota di prezzo destinato a remunerare gli autori per la copia privata (prima previsto solo su CD, DVD vergini e masterizzatori) a tutti i dispositivi dotati di memoria, come telefoni cellulari, decoder, console di videogiochi. Secondo Altroconsumo si tratta di una tassa iniqua, in concreto aiuti di Stato alla SIAE e all’industria dell’audiovisivo, con abuso di posizione dominante. E un’interferenza illegittima con il funzionamento del mercato interno UE.

    Commissario Almunia, buon lavoro.

     
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