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  • Luca De Biase 9:25 am on May 20, 2011 Permalink  

    L’innovazione non si insegna. Ma qualcosa la ispira 

    More about La natura della tecnologiaL’innovazione non si insegna. Non c’è una scuola che possa dire all’innovatore come combinare tecnologie esistenti per creare qualcosa di totalmente nuovo. 

    Non esistono le istruzioni per il montaggio di un’innovazione. Ma le componenti esistenti, la storia delle innovazioni precedenti, le lezioni dei fallimenti e dei successi, possono offrire a chi sente di poter contribuire al processo innovativo spunti indispensabili per andare avanti.
    Conoscere la dinamica evolutiva della tecnologia, per esempio approfondendo la teoria proposta da Brian Arthur con il suo fondamentale libro (La natura della tecnologia), garantisce un quadro interpretativo necessario.
    Gli imprenditori non hanno certo bisogno di chi insegni loro a fare gli imprenditori e gli innovatori. Ma hanno bisogno di cibo per la loro mente e di informazioni che li mantengano sull’onda del processo innovativo portato avanti dall’insieme dei molti soggetti che lo realizzano: perché evidentemente il processo non è individuale ma collettivo. Possono trovare ispirazione in informazioni che probabilmente non sono nate per generare innovazioni, ma che solo gli imprenditori sanno riconoscere come soluzione a un problema. E possono trovare notizie su nuove componenti tecnologiche o nuovi filoni di ricerca che rendono possibile quello che prima non lo era.
    Nella complessità evolutiva della tecnologia, però, gli innovatori hanno un compito che nessuno può insegnare. Il loro compito è trovare un senso nel caos e quindi dimostrare che la loro idea è una soluzione per coloro cui viene offerta. Quando riescono, il loro pubblico si stupisce, a sua volta ispirato: è questo, in un certo senso, l’incanto dell’innovazione.
     
  • Francesco Sacco 5:10 pm on February 1, 2011 Permalink  

    Una banca dell’innovazione: una grande proposta… 

    Una_Banca_dell_Innovazione_per_rifare_l_Italia._Lectio_Magistralis_del_Nobel_Edmund_Phelps1

    Il premio Nobel per l’economia Edmund PhelpsPremio Nobel per l’Economia 2006 terrà domani a Roma una lectio magistralis nella quale parlerà della Banca Nazionale dell’Innovazione

    Si tratta di un “Fondo dei fondi”, già sperimentato in Israele, che unisce pubblico e privato in un sistema virtuoso di finanziamenti a startup e imprese ad alto potenziale di sviluppo per il territorio.
    In Italia, infatti, sono disponibili milioni e milioni di euro destinati all’innovazione e provenienti da fondi pubblici, ma l’attuale modello di finanziamento pubblico alle imprese innovatrici sembra superato. Ne serve uno nuovo, più intelligente, veloce ed efficace. 

    La cosa meravigliosa è che questa lezione si terrà all' interno dell’evento “Per rifare l’Italia, la grande sfida dell’innovazione“, organizzato da Working Capital alla Camera dei Deputati.
    Evento realizzato in collaborazione con la Camera dei Deputati, l’Ambasciata Americana in Italia e Wired Italia, Palazzo Montecitorio ospiterà anche le parlamentari che hanno già avanzato una proposta di legge bi-partisan sull’iniziativa, ora al vaglio delParlamento: Alessia Mosca (Pd) eBeatrice Lorenzin (Pdl). Con loro gli amici Gianluca Dettori  e Peter Kruger, parleranno delle possibilità e delle modalità concrete di realizzazione di una Banca Nazionale dell’Innovazione qui in Italia. 
    Sarà Gianfranco Fini, presidente della Camera, a introdurre i lavori, ai quali non poteva mancare Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, che modererà una discussione intorno agli spunti del discorso di Edmund Phelps, insieme a Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei deputati, Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino, Irene Tinagli, docente all’Università Carlos III di Madrid, Enrico Letta, vicesegretario del Pd,Corrado Passera, AD di Banca Intesa, e Franco Bernabè, AD di Telecom Italia.

    Sarà possibile seguire l’evento in diretta web streaming, oltre che sul live twitting, con l' hashtag #rifarelitalia, in cui sarà possibile porre delle domande ai partecipanti.
    Per le richieste di adesione, basta scrivere all’indirizzocerimoniale.adesioni@camera.it, indicando il proprio nome con data e ora dell’evento. I posti sono limitati.

    La conferenza inizierà alle 10.30 nella Sala della Regina, ma l’ingresso sarà consentito fino alle 10.15 con documento d’identità alla mano.

    Qui qualche dettaglio in più sulla proposta.

     
  • Luca De Biase 12:02 pm on June 17, 2010 Permalink  

    Ibm naturale 

    Dicono all’Ibm che il progetto Watson serve ad arrivare a un computer che sa rispondere alle domande poste in linguaggio naturale.

    La sfida è sempre bella. Ma non si può dire che sia la prima volta che si pone… Evidentemente è una questione di capacità di calcolo enorme e di intelligenza di software ancora più grande. Vedremo.

    (Watson è il nome del leggendario leader della Ibm del passato: quello del quale si dice abbia detto che al mondo si poteva prevedere che ci sarebbe stato bisogno di cinque o sei computer… Pare sia una leggenda metropolitana, per fortuna).

     
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