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  • eugenio prosperetti 4:00 pm on September 23, 2010 Permalink  

    Il Tribunale di Madrid: Youtube non puo’ controllare i contenuti prima della pubblicazione. 

    Google oggi annuncia che e’ uscita una sentenza del Tribunale di Madrid

    che da ragione a Youtube nella causa promossa da Telecinco per contestare il fatto che i video su Youtube debbano essere filtrati in quanto materiale soggetto a diritti d’autore e opere dell’ingegno.

    Il Tribunale motiva che Google/YT non puo’ effettuare controlli ex ante, cioe’ prima della pubblicazione.

    La sentenza e’ interessante in quanto ripropone il problema affrontato in Italia da RTI/Youtube (con esiti diversi).

    A mio avviso da questo infinito dibattito si esce entrando nell’ordine di idee che uno streaming di materiale che puo’ essere visualizzato in mille modi e su mille piattaforme diverse non risponde ai requisiti che la legge stessa (ANCHE LA NOSTRA) prevede per far scattare la protezione del diritto d’autore.

    Qualcuno carica un pregiato film d’autore su YT a bassa risoluzione.

    E’ tutelata l’opera del direttore della fotografia? Come si fa a dire che sono rese le luci nella maniera giusta? Chi controlla la resa cromatica?

    E’ tutelata l’opera del compositore della colonna sonora? Chi controlla la resa dell’audio?

    E’ tutelata l’opera del regista? Forse e’ stato addirittura alterato il fattore di forma dell’inquadratura!

    O, se non lo e’ stato, magari chi lo vede lo carica su un cellulare che lo altera…

    L’opera dell’ingegno e’ qualcosa che ha una forma definita, un supporto, scelte dell’autore fisse e che l’utilizzatore e’ in grado di conoscere e rispettare.

    YT propone un magma di contenuti in molti versatili formati.

    Occorre trovare un modo per fissare i formati e far capire quali contenuti hanno formale tutela (magari pagata dall’advertising) e quali contenuti sono materiale fruibile per creare nuove opere.

    ._

     
  • simone righini 11:54 am on September 7, 2010 Permalink  

    Google non potrà più vietare l’uso dei brand su AdWords 

    Dal 14 settembre 2010 anche in Europa Google non potrà più impedire agli inserzionisiti di utilizzare attraverso AdWords i brand altrui per fini pubblicitari. Secondo uno studio pubblicato dal nuovo display network di Google, l’uso di brand negli annunci aumenta le conversioni (maggiori info qui).

     
  • eugenio prosperetti 8:19 am on May 10, 2010 Permalink  

    Chi mette i file online? 

    Una veloce riflessione.

    Stavo cercando informazioni su una pellicola italiana di prossima uscita.

    Nel documentarmi e cercare trama e recensioni ho appreso che uscira’ prossimamente in circa 15 copie. 

    Mi sono anche imbattuto, con estremo stupore, in un link di un sito tra i piu’ "noti" che ne prometteva lo streaming (non ho verificato).

    Mi domando: ma se un film e’ sinora stato visto solo da pochissimi critici e ne esistono poche decine di copie, chi lo mette online? E’ abbastanza certo che, sinora, nessun utente finale ne possa avere disponibilita’.

    Non e’ che una seria azione investigativa sui circuiti di primissima distribuzione risolve qualche problema ed evita, almeno in parte, la degenerazione della normativa sulla distribuzione digitale cui stiamo assistendo? 

    Il caso mi colpisce perche’ questo e’ un film che non dovrebbe avere grandi numeri di pubblico. Per un blockbuster il fenomeno e’ certamente piu’ ampio e non ha nulla a che fare con il peer-to-peer domestico, basato sui downloads e sulla condivisione tra utenti .

    E’ comunque urgente la creazione di un diritto d’autore digitale che, ad oggi, manca.

    ._

     
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