Lost in 3D translation 

Tendiamo a non pensare al fatto che anche un prodotto editoriale tradizionale viva in un suo infospazio tridimensionale, nel quale viene rappresentato mentalmente dal lettore per essere esperito. Una prova evidente di questo fenomeno è il fatto che l’art director di un giornale si interessa di tutto ciò che riguarda il prodotto, ma non dello spessore (lo z axis).

Nel tradurre, poi, questi prodotti-esperienze in digitale non dovremmo affrontare il problema dell’esperienza del prodotto come habitat prima che nei suoi dispositivi  di interfaccia?

._

Tagged: 3D, habitat, infospazio, ui, ux