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  • Gigi Tagliapietra 10:36 pm on March 5, 2011 Permalink  

    Muss es sein? 

    Sto provando a riassemblare la conferenza sull’innovazione con la musica di Mahler e faccio e disfo senza decidermi per la soluzione più giusta.

    Ho anche messo gli Ultimi Quartetti di Beethoven come buon auspicio: che c’entra? c’entra perchè nel comporre quest’opera, l’ultima della sua vita (spero non sia il caso mio) Beethoven scrisse musica di grande modernità che i suoi contemporanei rifiutano ma lui sa bene cosa sta facendo.

    Sullo spartito dell’ultimo movimento dell’ultimo quartetto che lui intitola "Der schwer gefaßte Entschluß" (La decisione difficile) scrive: "Muss es sein?"  – Deve essere? – e poi con la musica, dopo poche battute dubbiose risponde "Es muss sein!" Si, deve essere così.

    Già, Es muss sein! Vorrei fare una conferenza lasciando che sia la musica a dire le cose che voglio dire, lasciando che la gente rifletta e non fare io affermazioni che poi se non scaturiscono dal profondo non sviluppano l’effetto motivante che vorrei fosse il risultato di questo lavoro.

    E poi cosa togliere e cosa lasciare in 50 minuti delle due ore e mezza dell’originale?

    Ho appena cassato la sesta, il tema di Alma, i campanacci e i colpi del destino, ieri avevo segato tutta la terza con la forza vincente dell’estate e i lied sia il primo che il Lied Von der Erde, meno di così mi sa non funzioni.

    Adesso la domanda è: i brani che ho scelto li lascio interi o li taglio?

    E poi ci metto i commenti "business" o lascio che la metafora faccia il suo effetto, perché come dico talvolta "Se una barzelletta la devi spiegare, vuol dire che non fa ridere".

    Stamattina ho avuto una goccia di ispirazione (i litri di traspirazione vengono poi) guardando l’intervista di Simon Rattle che parla della sua esecuzione della quarta sinfonia di Mahler, anche quella sonoramente fischiata al debutto: la gente si aspettava un’altra opera grandiosa come la terza e lui fa invece una cosa delicatissima che parla della vita in paradiso vista da un bambino. Non fa ciò che si aspettano che faccia, ma fa ciò che lui sente di dover fare.

    La gente alle conferenze si aspetta slides e affermazioni  e io non ne ho voglia di farne. D’altra parte (senza tentare immodesti paragoni) mica Gesù spiegava le parabole, si fidava che la gente capisse e adattasse anzi, il suo messaggio a mille diverse situazioni, come poi continua ad accadere.

    E poi mi dico che però il mio scopo non è spettacolare e anzi di lasciar perdere i colpi a effetto e di stare con i piedi per terra e motivare chi ascolterà a riflettere su temi precisi e possibilmente incoraggiarli a scoprire la musica di Mahler.

    Mah.

    Muss es sein?

     
  • Francesco Sacco 5:10 pm on February 1, 2011 Permalink  

    Una banca dell’innovazione: una grande proposta… 

    Una_Banca_dell_Innovazione_per_rifare_l_Italia._Lectio_Magistralis_del_Nobel_Edmund_Phelps1

    Il premio Nobel per l’economia Edmund PhelpsPremio Nobel per l’Economia 2006 terrà domani a Roma una lectio magistralis nella quale parlerà della Banca Nazionale dell’Innovazione

    Si tratta di un “Fondo dei fondi”, già sperimentato in Israele, che unisce pubblico e privato in un sistema virtuoso di finanziamenti a startup e imprese ad alto potenziale di sviluppo per il territorio.
    In Italia, infatti, sono disponibili milioni e milioni di euro destinati all’innovazione e provenienti da fondi pubblici, ma l’attuale modello di finanziamento pubblico alle imprese innovatrici sembra superato. Ne serve uno nuovo, più intelligente, veloce ed efficace. 

    La cosa meravigliosa è che questa lezione si terrà all' interno dell’evento “Per rifare l’Italia, la grande sfida dell’innovazione“, organizzato da Working Capital alla Camera dei Deputati.
    Evento realizzato in collaborazione con la Camera dei Deputati, l’Ambasciata Americana in Italia e Wired Italia, Palazzo Montecitorio ospiterà anche le parlamentari che hanno già avanzato una proposta di legge bi-partisan sull’iniziativa, ora al vaglio delParlamento: Alessia Mosca (Pd) eBeatrice Lorenzin (Pdl). Con loro gli amici Gianluca Dettori  e Peter Kruger, parleranno delle possibilità e delle modalità concrete di realizzazione di una Banca Nazionale dell’Innovazione qui in Italia. 
    Sarà Gianfranco Fini, presidente della Camera, a introdurre i lavori, ai quali non poteva mancare Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, che modererà una discussione intorno agli spunti del discorso di Edmund Phelps, insieme a Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei deputati, Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino, Irene Tinagli, docente all’Università Carlos III di Madrid, Enrico Letta, vicesegretario del Pd,Corrado Passera, AD di Banca Intesa, e Franco Bernabè, AD di Telecom Italia.

    Sarà possibile seguire l’evento in diretta web streaming, oltre che sul live twitting, con l' hashtag #rifarelitalia, in cui sarà possibile porre delle domande ai partecipanti.
    Per le richieste di adesione, basta scrivere all’indirizzocerimoniale.adesioni@camera.it, indicando il proprio nome con data e ora dell’evento. I posti sono limitati.

    La conferenza inizierà alle 10.30 nella Sala della Regina, ma l’ingresso sarà consentito fino alle 10.15 con documento d’identità alla mano.

    Qui qualche dettaglio in più sulla proposta.

     
  • Francesco Sacco 5:10 pm on February 1, 2011 Permalink  

    Una banca dell’innovazione: una grande proposta… 

    Una_Banca_dell_Innovazione_per_rifare_l_Italia._Lectio_Magistralis_del_Nobel_Edmund_Phelps1

    Il premio Nobel per l’economia Edmund PhelpsPremio Nobel per l’Economia 2006 terrà domani a Roma una lectio magistralis nella quale parlerà della Banca Nazionale dell’Innovazione

    Si tratta di un “Fondo dei fondi”, già sperimentato in Israele, che unisce pubblico e privato in un sistema virtuoso di finanziamenti a startup e imprese ad alto potenziale di sviluppo per il territorio.
    In Italia, infatti, sono disponibili milioni e milioni di euro destinati all’innovazione e provenienti da fondi pubblici, ma l’attuale modello di finanziamento pubblico alle imprese innovatrici sembra superato. Ne serve uno nuovo, più intelligente, veloce ed efficace. 

    La cosa meravigliosa è che questa lezione si terrà all' interno dell’evento “Per rifare l’Italia, la grande sfida dell’innovazione“, organizzato da Working Capital alla Camera dei Deputati.
    Evento realizzato in collaborazione con la Camera dei Deputati, l’Ambasciata Americana in Italia e Wired Italia, Palazzo Montecitorio ospiterà anche le parlamentari che hanno già avanzato una proposta di legge bi-partisan sull’iniziativa, ora al vaglio delParlamento: Alessia Mosca (Pd) eBeatrice Lorenzin (Pdl). Con loro gli amici Gianluca Dettori  e Peter Kruger, parleranno delle possibilità e delle modalità concrete di realizzazione di una Banca Nazionale dell’Innovazione qui in Italia. 
    Sarà Gianfranco Fini, presidente della Camera, a introdurre i lavori, ai quali non poteva mancare Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, che modererà una discussione intorno agli spunti del discorso di Edmund Phelps, insieme a Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei deputati, Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino, Irene Tinagli, docente all’Università Carlos III di Madrid, Enrico Letta, vicesegretario del Pd,Corrado Passera, AD di Banca Intesa, e Franco Bernabè, AD di Telecom Italia.

    Sarà possibile seguire l’evento in diretta web streaming, oltre che sul live twitting, con l' hashtag #rifarelitalia, in cui sarà possibile porre delle domande ai partecipanti.
    Per le richieste di adesione, basta scrivere all’indirizzocerimoniale.adesioni@camera.it, indicando il proprio nome con data e ora dell’evento. I posti sono limitati.

    La conferenza inizierà alle 10.30 nella Sala della Regina, ma l’ingresso sarà consentito fino alle 10.15 con documento d’identità alla mano.

    Qui qualche dettaglio in più sulla proposta.

     
  • Marco 11:22 am on February 1, 2011 Permalink  

    Banca dell’ Innovazione 

    Il premio Nobel per l’economia Edmund Phelps, Premio Nobel per l’Economia 2006 terrà domani a Roma una lectio magistralis nella quale parlerà della Banca Nazionale dell’Innovazione.
    Si tratta di un “Fondo dei fondi”, già sperimentato in Israele, che unisce pubblico e privato in un sistema virtuoso di finanziamenti a startup e imprese ad alto potenziale di sviluppo per il territorio.
    In Italia, infatti, sono disponibili milioni e milioni di euro destinati all’innovazione e provenienti da fondi pubblici, ma l’attuale modello di finanziamento pubblico alle imprese innovatrici sembra superato. Ne serve uno nuovo, più intelligente, veloce ed efficace.
    La cosa meravigliosa è che questa lezione si terrà all’ interno dell’evento “Per rifare l’Italia, la grande sfida dell’innovazione“, organizzato da Working Capital alla Camera dei Deputati.
    Evento realizzato in collaborazione con la Camera dei Deputati, l’Ambasciata Americana in Italia e Wired Italia, Palazzo Montecitorio ospiterà anche le parlamentari che hanno già avanzato una proposta di legge bi-partisan sull’iniziativa, ora al vaglio delParlamento: Alessia Mosca (Pd) e Beatrice Lorenzin (Pdl). Con loro gli amici Gianluca Dettori  e Peter Kruger, parleranno delle possibilità e delle modalità concrete di realizzazione di una Banca Nazionale dell’Innovazione qui in Italia.
    Sarà Gianfranco Fini, presidente della Camera, a introdurre i lavori, ai quali non poteva mancare Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, che modererà una discussione intorno agli spunti del discorso di Edmund Phelps, insieme a Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei deputati, Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino, Irene Tinagli, docente all’Università Carlos III di Madrid, Enrico Letta, vicesegretario del Pd, Corrado Passera, AD di Banca Intesa, e Franco Bernabè, AD di Telecom Italia.
    Sarà possibile seguire l’evento in diretta web streaming, oltre che sul live twitting, con l’ hashtag #rifarelitalia, in cui sarà possibile porre delle domande ai partecipanti.
    Per le richieste di adesione, basta scrivere all’indirizzo cerimoniale.adesioni@camera.it, indicando il proprio nome con data e ora dell’evento. I posti sono limitati.
    La conferenza inizierà alle 10.30 nella Sala della Regina, ma l’ingresso sarà consentito fino alle 10.15 con documento d’identità alla mano.

     
  • eugenio prosperetti 4:00 pm on September 23, 2010 Permalink  

    Il Tribunale di Madrid: Youtube non puo’ controllare i contenuti prima della pubblicazione. 

    Google oggi annuncia che e’ uscita una sentenza del Tribunale di Madrid

    che da ragione a Youtube nella causa promossa da Telecinco per contestare il fatto che i video su Youtube debbano essere filtrati in quanto materiale soggetto a diritti d’autore e opere dell’ingegno.

    Il Tribunale motiva che Google/YT non puo’ effettuare controlli ex ante, cioe’ prima della pubblicazione.

    La sentenza e’ interessante in quanto ripropone il problema affrontato in Italia da RTI/Youtube (con esiti diversi).

    A mio avviso da questo infinito dibattito si esce entrando nell’ordine di idee che uno streaming di materiale che puo’ essere visualizzato in mille modi e su mille piattaforme diverse non risponde ai requisiti che la legge stessa (ANCHE LA NOSTRA) prevede per far scattare la protezione del diritto d’autore.

    Qualcuno carica un pregiato film d’autore su YT a bassa risoluzione.

    E’ tutelata l’opera del direttore della fotografia? Come si fa a dire che sono rese le luci nella maniera giusta? Chi controlla la resa cromatica?

    E’ tutelata l’opera del compositore della colonna sonora? Chi controlla la resa dell’audio?

    E’ tutelata l’opera del regista? Forse e’ stato addirittura alterato il fattore di forma dell’inquadratura!

    O, se non lo e’ stato, magari chi lo vede lo carica su un cellulare che lo altera…

    L’opera dell’ingegno e’ qualcosa che ha una forma definita, un supporto, scelte dell’autore fisse e che l’utilizzatore e’ in grado di conoscere e rispettare.

    YT propone un magma di contenuti in molti versatili formati.

    Occorre trovare un modo per fissare i formati e far capire quali contenuti hanno formale tutela (magari pagata dall’advertising) e quali contenuti sono materiale fruibile per creare nuove opere.

    ._

     
  • eugenio prosperetti 8:04 am on September 16, 2010 Permalink  

    Ho dedicato una mezz’ora ai miei dati personali 

    Ieri avevo, insolitamente, mezz’ora di tempo.

    Ho pensato di dedicarla a proteggere i miei dati. E’ una attivita’ a costo zero che raccomando di fare a chi vuole tenere la diffusione dei propri dati sotto controllo.

    Prima di tutto ho aperto il browser (ne uso due diversi: l’operazione va fatta per ciascuno).

    Ho cercato su Google "Google Opt-Out" e ho scelto Google Adwords Opt Out Plugin. E’ il Plugin che disattiva la rilevazione da parte di Google dei dati da comunicare agli inserzionisti pubblicitari per il sistema AdWords.

    Se avete Firefox o Internet Explorer potete scaricare il Plugin che si installera’ dopo il riavvio del browser.

    Non occorre fare altro. (non premete "disattiva" altrimenti vanificherete l’installazione).

    Safari ha una funzione simile incorporata (a meno di non abilitare i cookies).

    Sono poi entrato nel mio Google Account e ho cercato, dopo aver fatto il Login, "Google Dashboard".

    Il Google Dashboard e’ un utilissimo cruscotto da cui si ha una visione dei dati di base che sono all’interno del Google Account. Ad esempio della cronologia delle nostre ricerche fatte dopo aver fatto il login su Google. Consiglio di dare un’occhiata. Dopo aver dominato la sorpresa, con un tasto nella parte superiore dello schermo, se volete, sara’ possibile eliminare quei dati da Google. Naturalmente, chi ritenga utile mantenere quei dati presso Google, per ricevere offerte e servizi personalizzati e altro, potra’ non farlo.

    L’eliminazione sospende anche l’archiviazione della cronologia.

    Dunque: il plug-in dovrebbe avere effetti sulla raccolta dei dati anonimi (quelli raccolti senza fare il login sul Google Account) e la impostazione del dashboard dovrebbe aver effetto sulla raccolta dei dati consensuali. Alla fine di queste operazioni i nostri dati dovrebbero essere piu’ sotto il nostro controllo rispetto alla raccolta palese di Google. Rimagono da chiarire alcuni aspetti circa i trattamenti di quanto gia’ raccolto ed il dibattito e’ in corso.

    Rilevo anche che la situazione con altri soggetti (Facebook, Yahoo, ecc.),  a fronte di temi e problemi simili, sembra essere meno trasparente nel senso che non sono ancora stati approntati strumenti di gestione dei dati a disposizione dell’utente sofisticati come quelli utilizzati da Google.

    Sarebbe benvenuto al riguardo un codice etico comune. ._

     
  • simone righini 11:54 am on September 7, 2010 Permalink  

    Google non potrà più vietare l’uso dei brand su AdWords 

    Dal 14 settembre 2010 anche in Europa Google non potrà più impedire agli inserzionisiti di utilizzare attraverso AdWords i brand altrui per fini pubblicitari. Secondo uno studio pubblicato dal nuovo display network di Google, l’uso di brand negli annunci aumenta le conversioni (maggiori info qui).

     
  • Luca De Biase 12:02 pm on June 17, 2010 Permalink  

    Ibm naturale 

    Dicono all’Ibm che il progetto Watson serve ad arrivare a un computer che sa rispondere alle domande poste in linguaggio naturale.

    La sfida è sempre bella. Ma non si può dire che sia la prima volta che si pone… Evidentemente è una questione di capacità di calcolo enorme e di intelligenza di software ancora più grande. Vedremo.

    (Watson è il nome del leggendario leader della Ibm del passato: quello del quale si dice abbia detto che al mondo si poteva prevedere che ci sarebbe stato bisogno di cinque o sei computer… Pare sia una leggenda metropolitana, per fortuna).

     
  • pierani 3:26 pm on June 1, 2010 Permalink  

    Penetrazione Internet negli over 55 e gerontocrazia istituzionale: due macigni per la crescita del Paese 

    Si discute molto ovviamente in questi giorni della manovra che metterà a posto auspicabilmente i nostri conti pubblici, non si discute altrettanto, invece, di strategie per la crescita del Paese.

    Martedì scorso allo IAB Forum a Roma, ho ascoltato un Viceministro Romani molto ispirato, tanto da iniziare il suo speech citando Obama e accomunando il piano di sviluppo statunitense per la banda larga ”Connecting America” al nostro progetto “Italia Digitale” !

    Hanno fatto seguito altre dichiarazioni  importanti e assolutamente condivisibili, come il ribadire con convinzione che l’investimento nella banda larga e nel digitale è un investimento anticiclico (e che quindi andrebbe messo in campo subito in un momento di crisi) e che le cosiddette aree di fallimento di mercato (così definite dall’ex monopolista) sono in realtà, nella pratica, tutte da verificare.

    Come ho avuto modo di dire in quella sede nell’ambito della successiva tavola rotonda Comunicazione digitale come motore per la crescita del Sistema Paese (per chi ama il genere il video è visibile qui) l’ottimismo del Viceministro farebbe ben sperare, se non che l’unico dato di fatto concreto ed evidente sotto gli occhi di tutti è che fino ad ora abbiamo semplicemente perso del grosso tempo.

    Nella slide qui sopra, presentata sempre allo IAB Forum dal Presidente Roberto Binaghi, è evidenziato uno spaccato europeo della penetrazione di Internet tra gli over 55, con l’Olanda al top al 67%, la media dell’Europa (a 15 Paesi) al 36 % e l’Italia al 16 % … vicino a Cipro. Se incrociamo questi dati con un’altra caratterictica tipicamente italiana, ovvero la gerontocrazia istituzionale ma, per altri versi, anche delle aziende  probabilmente troviamo una spiegazione strutturale all’inerzia taliana ad investire nella banda larga e a dotare finalmente il Paese di una nuova rete in fibra ottica. Sono, infatti, sicuramente gli over 55 che prendono decisioni istituzionali e aziendali strategiche nel nostro Paese e sono persone che non avendo dimestichezza con lo strumento Internet e con il mondo digitale fanno più difficoltà a puntare su questo, nonostante le evidenze economiche:

    Banda Larga Italia: investi 13 e ottieni 438 miliardi – IctBusiness.it. Considerando un’ipotesi intermedia, ovvero un investimento di 13,3 miliardi di euro per una rete FTTH / P2P con copertura del 50% della popolazione, l’effetto diretto sul PIL viene stimato in circa 17,4 miliardi di euro in 10 anni, con un impatto sull’occupazione stimato in 248.121 unità lavorative ed effetti indiretti sull’economia compresi in una forchetta che va da circa 50 a 420 miliardi di euro

     Una cosa è certa, il nostro Paese è destinato, per motivi demografici, ad essere sempre più vecchio, se non riusciremo a vincere questa battaglia, che è soprattutto di coinvolgimento culturale, nei confronti delle nostre leadership, oltre che più vecchi saremo tutti inevitabilmente anche più poveri ._

     
  • Gigi Tagliapietra 10:47 am on May 10, 2010 Permalink  

    Identificato il gene coinvolto nella sclerosi multipla 

    E’ da mesi che qui al CRS4 si sa di questa scoperta che il team del Prof Cucca ha fatto, ma sono stati mesi di "silenzio" e di embargo per essere certi di avere dati inconfutabili a sostegno.

    Ieri sera la ricerca è stata pubblicata da "Nature Genetics" la rivista tra le più autorevoli del settore e oggi c’è stato l’annuncio ufficiale alla sede del CNR di Cagliari e qui di seguito ci sono i tre comunicati stampa a cui si è febbrilmente lavorato nei giorni scorsi.

    Scarica ComunicatoCNR-10maggio


    Scarica CRS4-press-10maggio2010


    Scarica New gene responsible for Multiple sclerosis _English

    Non è solo l’annuncio di una scoperta scientifica che riguarda una malattia terribile e che apre grandi speranze per trovarne la cura, anche se sarà un percorso ancora lungo, è il primo risultato di un lavoro straordinario che i team congiunti del CNR e del CRS4 stanno svolgendo, unendo grandi competenze e intuizioni di genetica, di matematica statistica e potenza di calcolo e capacità di gestire in modo innovativo l’approccio informatico della questione.

    Non è un caso che l’ispiratore di questa svolta al CRS4 sia il prof. Zanella che al CERN aveva costruito l’infrastruttura informatica capace di rendere evidenti le scoperte dei fisici delle particelle e che dopo aver avviato il primo centro europeo di genetica a Cambridge, sta mettendo insieme qui un polo di ricerca che non ha eguali al mondo.

    Oggi credo si debba festeggiare qui, e rimando a domani riflessioni e commenti perchè anche un "non-scienziato" come me sta vedendo il profondo impatto che l’annuncio del prof.Cucca avrà non solo nello specifico della medicina ma sulla conoscenza complessiva del genoma e dei suoi meccanismi.

    Intanto, chi vuole, può leggere le slides che Cucca presentò qui in marzo allo staff meeting, e per gli informatici e i tecnologi sono invece molto interessanti quelle di Chris Jones, che guida il team del CRS4 coinvolto nell’esperimento, in cui si può valutare la mole incredibile di dati che devono essere elaborati._



     
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